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Passaggi

Torniamo nelle sale

Ormai sempre più siamo schiavi delle fiction che invadono selvaggiamente i nostri spazi televisivi a deciso svantaggio ma soprattutto penalizzando molto la storica arte del nostro caro e amato “cinema”.Le serie televisive a puntate,derivazione moderna ma ormai senza più controllo degli sceneggiati del passato,imperversano a tutte le ore sui palinsesti a pagamento e non,toccando tutti i generi e gli argomenti possibili e immaginabili,negando la possibilità che alcune storie,a volte anche belle e originali,diventino dei veri film impedendo a chi ama questa arte di recarsi al cinema e gustarsi un paio d’ore di meritato e tranquillo spettacolo.Si perché certamente a casa tua potrai essere tranquillo quanto vuoi,avere una cuffia che ti isola parzialmente dall’ambiente circostante,ma mai riuscirai a raggiungere la pace del cinema con le due ore circa intense,concentrate sulle immagini e sulla storia,mettendo al bando anche solo il fatto di sbirciare ogni tanto il telefonino per controllare le varie notifiche o distrarsi per chissà quale altro motivo.Ma al di là di ciò è la diluizione della storia che più mi crea fastidio,avendo la caratteristica personale di digerire malvolentieri una vicenda,per quanto bella  e affascinante,ripartita in dieci puntate avendo la sensazione che un buon bicchiere di vino non può migliorare aggiungendo ogni tanto un po’ d’acqua,prediligendo da sempre un esito veloce,concentrato,secco,forte che si risolva nel tempo canonico cinematografico.La pubblicità,il ritorno finanziario-i soliti maledetti soldi-e il tenere legati a se gli spettatori per settimane,al giorno d’oggi,giustificano sicuramente questo genere di operazioni ma il mio appello è rivolto agli addetti ai lavori,affinché a poco a poco si rientri nei ranghi,ci sarà comunque sempre spazio per le fiction televisive,effettuando ogni sforzo necessario atto a far tornare le persone nelle sale evitando di peggiorare ulteriormente la situazione di un settore già oggi piuttosto provato e costretto ad aspettare “Zalone” per far quadrare i conti.Una bella storia,più un buon regista,più dei discreti attori uguale un film nella maggioranza dei casi da non perdere,così le persone saranno in un certo modo quasi costrette a muoversi per visionare ed essere aggiornati sulla storia e il film del momento e di tutto questo non si potrà che attenderne i frutti,positivi secondo me sotto tutti i punti di vista,che col tempo certamente arriveranno. (22/3/2019)

Scaramucce elettorali

Ravvivando in questi giorni la nostra caratteristica,piuttosto italiana,di essere perennemente in campagna elettorale,abbiamo assistito inermi a una serie di episodi politici che rimandano tutti a un unico obiettivo,la conquista di un maggior consenso possibile in vista delle importanti elezioni europee di maggio.Il caso Di Maio-Gilet francesi con il polemico richiamo dell’ambasciatore,il caso Salvini-Diciotti con il relativo non luogo a procedere per il ministro,il bilaterale Francia-Germania quasi a rimarcare chi sono le vere guide europee e altro ancora in divenire,sono tutte mosse atte a smuovere l’elettorato in un senso o nell’altro in vista dell’atteso evento.In Italia si prevede un incremento Lega proiettata verso il trenta per cento,ma in sostanza anche un consolidamento Cinque Stelle in perdita di qualche punto per via di una maggiore inesperienza politica oltre a una natura,in alcune correnti,di per se poco adatta a governare e più propensa a fare opposizione.In chiave europea i cosidetti sovranisti-populisti dovrebbero aumentare i propri consensi senza però strafare e secondo le ultime proiezioni alla fine tanti cittadini,un po’ anche per il timore del nuovo,torneranno a votare per i soliti noti,così che in fondo non molto cambierà nel parlamento europeo con il rischio di ritrovarsi in uno stallo che comporterà difficoltà nel formare un governo,ci sarà probabilmente bisogno di alleanze anomale come è successo l’anno scorso nel nostro paese.La speranza è una sola e cioè che l’Europa svolti davvero e non solo che provi a farlo e per questo c’è l’esigenza di informarsi e di votare per cambiare veramente questa unione che al momento è quasi esclusivamente monetaria e molto poco attenta verso i suoi cittadini.C’è bisogno di un’Europa che tiri fuori i soldi,ce ne sono tanti nessuno si immagina quanti all’interno di essa,mettendoli a disposizione degli stati in maniera da creare investimenti quindi crescita,che elimini regole troppo restrittive perché non tutti i paesi hanno lo stesso passo,in una qualsiasi classe scolastica succede lo stesso,in maniera da far nascere le condizioni di un avvicinamento più marcato delle realtà più deboli con le altre,molte volte solo in teoria più virtuose,e che si tolga la “manfrina” dello spread,siamo unici nel mondo ad avere un Unione con la stessa moneta ma differenziali di interessi diversi,così da istituire un’unico titolo di debito europeo che livelli tutto ciò,togliendo di fatto il cappio al collo ad alcuni governi sempre a rincorrere e a fare salti mortali nelle loro finanziarie di bilancio.Un Europa che privilegi le persone comuni,i cittadini come tutti noi e che pensi alle figure più deboli come anche ai paesi per loro natura meno ricchi,a costo di istituire piani per il rientro dei loro debiti diluiti nel tempo “tipo Marshall” per aiutarli a riallinearsi con gli altri seguendoli in maniera stretta e severa nel loro percorso,ma perché questo accada ci sarebbe bisogno davvero di una bella scossa che forse difficilmente vedremo o sentiremo,il più grande rischio rimane quello del “Gattopardo”,rivoluzionare un po’ tutto affinché nulla cambi. (23/2/2019)

Il dubbio che rimane

Racconto,in questo passaggio,un episodio a me capitato durante il recente tour dell’Etiopia di fine d’anno per arrivare alla conclusione che,nonostante i chiarimenti,il dubbio finale mi è rimasto.L’argomento toccato,l’astrologia,risulta a rischio nei gruppi durante i viaggi in quanto,come si sa,alcuni sono interessati e hanno un approccio curioso,altri lo snobbano pensando che siano tutte fandonie per creduloni.Così è stato per un componente del gruppo che non si è limitato a manifestare la sua più completa incredulità ma rincarava la dose con risate e battute,nonostante il mio tentativo di spiegare che l’astrologia studiata per bene,per come l’ho imparata io,non ha nulla a che vedere con gli oroscopi e le previsioni del futuro ma studia la persona dalla nascita e per tutta la sua esistenza,la sua natura, il suo carattere, i suoi punti deboli e di forza,i suoi comportamenti,risultando quasi una sorta di derivazione della ben più nobile “psicologia”.Fin qui tutto rientra nella norma,ci sta insomma incontrare tali personaggi,ma quando ho saputo che la sua professione è stata il giornalismo,oggi in pensione,qualche perplessità l’ho avuta e anche più di una.Mi aspettavo una reazione del genere alla materia da un qualsiasi altro non certo da chi avrebbe dovuto almeno far parlare le persone,magari cercando di capire cosa c’è di diverso sull’argomento rispetto a ciò che già si pensa in maniera così determinata:insomma se hai l’anima di un vero giornalista cerchi di approfondire,fai domande,in fondo è il tuo mestiere,non hai preconcetti e soprattutto devi essere pronto a riconoscere che ci possono essere differenti inaspettate sfumature e aspetti su cui magari poter instaurare un dialogo e già il fatto che lo hai precluso mi dice che non sei stato un buon giornalista.Piuttosto non sarà che il modo di pensare è troppo rigido,con le idee che non sono disposte a cambiare per nessuna ragione al mondo,influenzando così anche il lavoro di ricerca,di accumulo di prove,per arrivare a una vera verità,non necessariamente la propria,che in molti casi risulta davvero diversa dalla posizione di partenza.La speranza rimane quella che la mia esperienza verso ciò che è stato il mondo dell’informazione sia isolata a questa figura dalla natura esageratamente scettica e dai pensieri troppo circoscritti e che il parco dei giornalisti annoveri altre realtà,ben più aperte e disponibili a parlare di tutto e di più,soprattutto quando come me si hanno le esperienze di anni di studio da portare come prove nella discussione.Comunque il dubbio che un certo giornalismo,malato,esageratamente di parte,poco disponibile ad aprire la propria mente e al confronto con gli altri non riesca a uscire dal proprio angolo in me si è insinuato,speriamo tanto che siano casi isolati e che per la maggioranza degli addetti ai lavori l’approccio risulti ben diverso da questo,il più possibile costruttivo,non solo per loro stessi ma per il bene di tutti. (23/1/2019)