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Un “Calcio” e via

In questi giorni le cocenti eliminazioni degli azzurrini dai vari campionati denominati “Under” devono comunque portare a esprimere alcune considerazioni sul mondo malato del calcio,a tutte le sue regole e consuetudini,come fare per non perdere ulteriormente la faccia e anche proporre delle soluzioni per eventualmente migliorarlo.La prima riflessione riguarda il sistema,davvero assurdo e inconcepibile ai nostri tempi,della proprietà dei giocatori da parte delle società:i calciatori a tutti i livelli dovrebbero essere assimilati a veri e propri lavoratori con busta paga o in alternativa con partita iva;la loro prestazione dovrebbe esulare dall’essere proprietà di qualcuno e in qualunque momento,previo certamente preavviso da stabilire come nel reale mondo del lavoro,poter cambiare casacca senza la mercificazione dell’uomo,modus operandi dell’oggi davvero incredibile.In questo modo si toglierebbe potere ai procuratori che lavorerebbero solo sull’ingaggio perché ormai sono solo loro e non più gli atleti a fare il bello e cattivo tempo all’interno delle società e si restituirebbe piena libertà all’individuo in grado quindi di poter decidere dove andare senza ricatti o altre situazioni spiacevoli.Lo strapotere delle TV andrebbe considerevolmente ridimensionato rimodulando i diritti in nome di un più giusto equilibrio,andando incontro ai club più deboli che così potrebbero inseguire nella loro vita magari un sogno che abbia davvero un senso,oggi a metà campionato i giochi sono quasi fatti e questo non è buona cosa mai,si dovrebbe fare in modo che più squadre possano lottare per il traguardo finale come in passato quando lo scudetto lo vinceva magari anche il Cagliari o il Torino.Un limite agli stranieri in campo sarebbe utile non per una questione di razzismo o per compiacere chi afferma “prima gli italiani” ma per far crescere meglio e in maggiore tranquillità i nostri giovani,iniziare a tirarli su dai vivai per poi non tenerli in panchina,invece che continuare a ingaggiare figure già pronte e confezionate,ne godrebbero sicuramente anche tutte le nostre nazionali.Contrastare lo strapotere incontenibile dei soldi,basti pensare quanto valore che certo non ha si dà a un giocatore seppur bravo come Ronaldo o quanto alto può essere l’ingaggio per un giovanissimo ventenne,rimane l’unica via per riscoprire i valori dello sport dentro al calcio, le questioni Totti e de Rossi per la Roma insegnano che ormai non esistono più bandiere ma solo semplici e cinici interessi,e rivalutare così un gioco da sempre bellissimo e affascinante forse il più bello del mondo,ma che oggi ha perso parecchio smalto,vedi numero degli abbonati TV dispersi nell’ultimo anno,e ne perderà sempre più se non riuscirà a ritrovare quella freschezza e genuinità che aveva quando vedevamo alla RAI un tempo di una partita,quando i giocatori erano famosi e importanti ma mai “Divi”come oggi,quando i soldi giravano ma in maniera molto meno sfacciata e molto più giustificata,per finire se non è un cartellino giallo questo secondo me non è nient’altro e da qui al rosso non rimane alla fine moltissima strada da percorrere. (25/6/2019)

L’assalto alla diligenza

In vista delle prossime elezioni europee si ripete inevitabilmente,almeno per noi in Italia,il solito ritornello e cioè che non riguardano affatto il nostro parlamento e il nostro governo attualmente in carica ma che avranno solo e unicamente valore europeo,ma ormai non ci crede più nessuno.Il motivo per cui auspico tanto che in futuro ogni elezione sia raggruppata ogni cinque anni in modo da stare tranquilli almeno quattro è unicamente per tutto quello che accade tutte le volte che ci rechiamo alle urne,siano votazioni amministrative,politiche o altro,spero che accada almeno prima della mia dipartita solo per godersi un’ultima soddisfazione prima di lasciare questo strano mondo.Votare rimane una grandissima e unica espressione democratica ma con l’andazzo che abbiamo preso,una o due votazioni all’anno,si corre il rischio che il paese non si muova,non riesca insomma a programmare un ciclo governativo di almeno cinque anni,necessario per approvare le dovute leggi e vederle attuate con tutto il tempo che ci vuole per godersi gli eventuali risultati.Accade invece anche stavolta che la sfida elettorale assuma il disegno di uno scontro personale tra partiti questa volta come mai in precedenza tutto all’interno del governo stesso;da una parte la Lega con Salvini in trincea a incassare colpi e bordate che arrivano da tutte le parti perfino da alcuni a lui vicino,complice anche alcuni errori di gioventù politica,sullo schema ormai collaudato che ogni qual volta che un uomo di governo viene percepito “forte” si inizia un “assalto alla diligenza” con lo scopo di cercare di delegittimarlo e di fargli perdere consensi;ecco quindi gli avvisi “mediatici” di garanzia,il video degli studenti con la relativa professoressa sospesa,il dodicenne punito per una foto dello stesso Salvini sul PC,il mettere in cattiva luce lo stop agli sbarchi di migranti con le sfide delle varie ONG che sembrano lavorare più per lottare contro di lui che per altro e compagnia cantando;è il cosiddetto terrore dell’uomo unico al potere,successe anche con Renzi,che richiamando in maniera semplicistica al fascismo parola che oggi in realtà ha poco senso,bloccano sul nascere tutte quelle figure di ogni realtà politica che tentano di prendere in mano le redini di questo difficile paese per provare almeno a cambiarlo e a difenderlo un po’.Dal canto loro i Cinque Stelle si crogiolano nel loro brodo e per paura di perdere consensi si nascondono dietro alle questioni morali,peraltro anche giuste,godendo quasi degli insuccessi o dei passi semifalsi del loro compagno governativo,ma che al momento tranne qualche apparizione nel mondo del lavoro e quel reddito di cittadinanza ancora tutto da mettere in pratica e da verificare non hanno inciso più di tanto nella mente degli italiani,preoccupati certo del mondo del lavoro ma pure anche della questione immigrazione e sicurezza e soprattutto se non si mettono in testa che questo paese ha urgenza oltre che di tagli alle tasse e agli sprechi anche di cantieri aperti,di grandi opere e che riparta innanzitutto l’edilizia vero motore di sviluppo di ogni nazione,non sarà con i vari “no” che usciremo da questo periodo mediocre e piuttosto debole,economicamente parlando e alla fine mi dispiace pure criticare profondamente tutti i nostri politici,nessuno escluso,ma almeno questa volta dovrebbero provare a sforzarsi davvero di vedere queste elezioni per quelle che sono,unicamente europee,per provare a modificare profondamente una volta per sempre questa benedetta Unione e non lunedì fare tutti i conteggi dei propri consensi rigirandoli più o meno a proprio vantaggio o per contare di più in Parlamento come se tutto ciò fosse un referendum su di loro,per questo ci saranno le prossime politiche spero vivamente tra quattro anni,sarebbe davvero un sintomo di maturità che questo paese ha un po’ perso e deve assolutamente e al più presto ritrovare. (24/5/2019)

Avvisi mediatici

Chissà se altri avvisi di garanzia arriveranno ai vari esponenti politici da qui alle prossime elezioni europee e anche se spero di no l’ultima indagine sul sottosegretario della Lega,inquisito per una probabile mazzetta atta a favorire un esponente mafioso operante in Sicilia nel settore eolico,rischia di non rimanere l’unica proprio per l’avvicinarsi della “sentita” scadenza elettorale.Purtroppo per i giudici,ma anche per tutti noi,il più delle volte tutto si risolve e finisce a “tarallucci e vino” non essendoci gli estremi per il rinvio a giudizio,ma alle persone indagate questa esposizione mediatica,esagerata e amplificata da una stampa malata che sembra non cerchi altro,spesso costa la carriera e il lavoro di una vita intera.Personalmente,e da tanto tempo lo sostengo,non do nessuna importanza agli avvisi di garanzia,strumento tecnico appunto di garanzia,rivolto all’interessato proprio per avvisarlo che si sta indagando su di lui in modo così che possa difendersi e dimostrare il contrario anche magari la completa estraneità ai fatti e davvero spero tanto in futuro che questo cinico e inutile modus operandi finisca al più presto,prima di tutto evitando la loro pubblicazione e la loro diffusione e comunque vada garantendo,come regola generale,l’incarico alla persona interessata almeno fino al suo rinvio a giudizio;si eviterebbero così in sequenza sia lo sputtanamento in diretta del soggetto,già criminale ancor prima che venga interrogato,sia l’uso politico dell’avviso soprattutto a ridosso di appuntamenti elettorali importanti,ben sapendo che,ripeto,nella maggioranza dei casi il tutto rimane solo una grande bolla di sapone gonfiata ad hoc per quel momento e/o per quello scopo.Tutto il resto è noia direbbe Califano,io invece dico che tutto il resto rimane solo un grande spettacolo mediatico che spesso lascia in secondo piano i veri problemi del paese,tutto ciò secondo la fredda logica del “mass-media style”. (19/4/2019)

Torniamo al cinema

Ormai siamo sempre più schiavi delle fiction che invadono selvaggiamente i nostri spazi televisivi a deciso svantaggio ma soprattutto penalizzando molto la storica arte del nostro caro e amato “cinema”.Le serie televisive a puntate,derivazione moderna ma ormai senza più controllo degli sceneggiati del passato,imperversano a tutte le ore sui palinsesti a pagamento e non,toccando tutti i generi e gli argomenti possibili e immaginabili,negando la possibilità che alcune storie,a volte anche belle e originali,diventino dei veri film,impedendo a chi ama questa nobile arte di recarsi al cinema per gustarsi un paio d’ore di vero e intenso spettacolo,perché certamente a casa tua potrai essere tranquillo quanto vuoi,avere una cuffia che ti isola parzialmente dall’ambiente circostante,un mega schermo tv,ma mai riuscirai a raggiungere la pace e l’effetto visivo delle immagini  del cinema,mettendo poi al bando anche solo il fatto di sbirciare ogni tanto il telefonino per controllare le varie notifiche o distrarsi per chissà quale altro motivo.Ma al di là di ciò è la diluizione della storia che più mi crea fastidio,avendo la caratteristica personale di digerire malvolentieri una vicenda,per quanto bella  e affascinante,ripartita in dieci puntate avendo la sensazione che un buon bicchiere di vino non può migliorare aggiungendo ogni tanto un po’ d’acqua,prediligendo da sempre un esito veloce della vicenda che si risolva nel tempo canonico cinematografico.La pubblicità,il ritorno finanziario-i soliti maledetti soldi-e il tenere legati a se gli spettatori per settimane,al giorno d’oggi giustificano sicuramente questo genere di operazioni ma il mio appello è rivolto agli addetti ai lavori affinché a poco a poco si rientri nei ranghi,mantenendo comunque sempre uno spazio per le fiction televisive,effettuando ogni sforzo necessario atto a far tornare le persone nelle sale evitando di peggiorare ulteriormente la situazione di un settore già oggi piuttosto provato e costretto ad aspettare “Zalone” per far quadrare i conti.Una bella storia,più un buon regista,più dei discreti attori corrisponde a un film nella maggioranza dei casi da non perdere,così le persone saranno in un certo senso quasi costrette a muoversi per visionare ed essere aggiornati sulla storia e il film del momento e di tutto questo non si potrà che attenderne i frutti,positivi secondo me sotto tutti i punti di vista,che col tempo certamente arriveranno. (22/3/2019)

Scaramucce elettorali

Ravvivando in questi giorni la nostra caratteristica,piuttosto italiana,di essere perennemente in campagna elettorale,abbiamo assistito inermi a una serie di episodi politici che rimandano tutti a un unico obiettivo,la conquista di un maggior consenso possibile in vista delle importanti elezioni europee di maggio.Il caso Di Maio-Gilet francesi con il polemico richiamo dell’ambasciatore,il caso Salvini-Diciotti con il relativo non luogo a procedere per il ministro,il bilaterale Francia-Germania quasi a rimarcare chi sono le vere guide europee e altro ancora in divenire,sono tutte mosse atte a smuovere l’elettorato in un senso o nell’altro in vista dell’atteso evento.In Italia si prevede un incremento Lega proiettata verso il trenta per cento,ma in sostanza anche un consolidamento Cinque Stelle in perdita di qualche punto per via di una maggiore inesperienza politica oltre a una natura,in alcune correnti,di per se poco adatta a governare e più propensa a fare opposizione.In chiave europea i cosidetti sovranisti-populisti dovrebbero aumentare i propri consensi senza però strafare e secondo le ultime proiezioni alla fine tanti cittadini,un po’ anche per il timore del nuovo,torneranno a votare per i soliti noti,così che in fondo non molto cambierà nel parlamento europeo con il rischio di ritrovarsi in uno stallo che comporterà difficoltà nel formare un governo,ci sarà probabilmente bisogno di alleanze anomale come è successo l’anno scorso nel nostro paese.La speranza è una sola e cioè che l’Europa svolti davvero e non solo che provi a farlo e per questo c’è l’esigenza di informarsi e di votare per cambiare veramente questa unione che al momento è quasi esclusivamente monetaria e molto poco attenta verso i suoi cittadini.C’è bisogno di un’Europa che tiri fuori i soldi,ce ne sono tanti nessuno si immagina quanti all’interno di essa,mettendoli a disposizione degli stati in maniera da creare investimenti quindi crescita,che elimini regole troppo restrittive perché non tutti i paesi hanno lo stesso passo,in una qualsiasi classe scolastica succede lo stesso,in maniera da far nascere le condizioni di un avvicinamento più marcato delle realtà più deboli con le altre,molte volte solo in teoria più virtuose,e che si tolga la “manfrina” dello spread,siamo unici nel mondo ad avere un Unione con la stessa moneta ma differenziali di interessi diversi,così da istituire un’unico titolo di debito europeo che livelli tutto ciò,togliendo di fatto il cappio al collo ad alcuni governi sempre a rincorrere e a fare salti mortali nelle loro finanziarie di bilancio.Un Europa che privilegi le persone comuni,i cittadini come tutti noi e che pensi alle figure più deboli come anche ai paesi per loro natura meno ricchi,a costo di istituire piani per il rientro dei loro debiti diluiti nel tempo “tipo Marshall” per aiutarli a riallinearsi con gli altri seguendoli in maniera stretta e severa nel loro percorso,ma perché questo accada ci sarebbe bisogno davvero di una bella scossa che forse difficilmente vedremo o sentiremo,il più grande rischio rimane quello del “Gattopardo”,rivoluzionare un po’ tutto affinché nulla cambi. (23/2/2019)

Il dubbio che rimane

Racconto,in questo passaggio,un episodio a me capitato durante il recente tour dell’Etiopia di fine d’anno per arrivare alla conclusione che,nonostante i chiarimenti,il dubbio finale mi è rimasto.L’argomento toccato,l’astrologia,risulta a rischio nei gruppi durante i viaggi in quanto,come si sa,alcuni sono interessati e hanno un approccio curioso,altri lo snobbano pensando che siano tutte fandonie per creduloni.Così è stato per un componente del gruppo che non si è limitato a manifestare la sua più completa incredulità ma rincarava la dose con risate e battute,nonostante il mio tentativo di spiegare che l’astrologia studiata per bene,per come l’ho imparata io,non ha nulla a che vedere con gli oroscopi e le previsioni del futuro ma studia la persona dalla nascita e per tutta la sua esistenza,la sua natura, il suo carattere, i suoi punti deboli e di forza,i suoi comportamenti,risultando quasi una sorta di derivazione della ben più nobile “psicologia”.Fin qui tutto rientra nella norma,ci sta insomma incontrare tali personaggi,ma quando ho saputo che la sua professione è stata il giornalismo,oggi in pensione,qualche perplessità l’ho avuta e anche più di una.Mi aspettavo una reazione del genere alla materia da un qualsiasi altro non certo da chi avrebbe dovuto almeno far parlare le persone,magari cercando di capire cosa c’è di diverso sull’argomento rispetto a ciò che già si pensa in maniera così determinata:insomma se hai l’anima di un vero giornalista cerchi di approfondire,fai domande,in fondo è il tuo mestiere,non hai preconcetti e soprattutto devi essere pronto a riconoscere che ci possono essere differenti inaspettate sfumature e aspetti su cui magari poter instaurare un dialogo e già il fatto che lo hai precluso mi dice che non sei stato un buon giornalista.Piuttosto non sarà che il modo di pensare è troppo rigido,con le idee che non sono disposte a cambiare per nessuna ragione al mondo,influenzando così anche il lavoro di ricerca,di accumulo di prove,per arrivare a una vera verità,non necessariamente la propria,che in molti casi risulta davvero diversa dalla posizione di partenza.La speranza rimane quella che la mia esperienza verso ciò che è stato il mondo dell’informazione sia isolata a questa figura dalla natura esageratamente scettica e dai pensieri troppo circoscritti e che il parco dei giornalisti annoveri altre realtà,ben più aperte e disponibili a parlare di tutto e di più,soprattutto quando come me si hanno le esperienze di anni di studio da portare come prove nella discussione.Comunque il dubbio che un certo giornalismo,malato,esageratamente di parte,poco disponibile ad aprire la propria mente e al confronto con gli altri non riesca a uscire dal proprio angolo in me si è insinuato,speriamo tanto che siano casi isolati e che per la maggioranza degli addetti ai lavori l’approccio risulti ben diverso da questo,il più possibile costruttivo,non solo per loro stessi ma per il bene di tutti. (23/1/2019)