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L’inizio

In “Percorsi alternativi”,mio primo libro,esiste una pagina che si chiama “Paura di volare”,lì c’è tutto;la prima parte della mia vita legata a pochi amici,ai soliti luoghi,un carattere chiuso,solitario,dire orso è poco.Arrivato alla conclusione che non potevo continuare così decisi di uscire dagli schemi e questo avvenne in un modo drastico e per me inconsueto,con un fine d’anno a Londra da solo alloggiato presso una famiglia,come dire un orso polare all’equatore.Sapevo che era una sfida di quelle che si vincono o si perdono ma la posta in palio ero io,se fossi riuscito a superarla avevo la possibilità di aprirmi,prendere fiducia,diventare sicuramente una persona migliore.Tutto andò per il meglio e replicai l’anno dopo ma fu nel 1990 con il primo tour americano la prova più difficile,entrare da solo in un gruppo e cercare di relazionarmi con persone mai viste e vi confesso che in alcuni momenti avrei voluto essere da un altra parte o al limite prendere il primo aereo per rientrare a casa.Ma il destino unito alla volontà ha lavorato positivamente e i tour di gruppo sono diventati a oggi più di trenta il tutto da sommare a ulteriori viaggi vissuti in veste individuali.La paura di volare non era quindi quella dell’aereo,mai avuta,ma quella di alzarsi in volo,uscire dal mio guscio e così rendersi più visibile agli altri,essere insomma sotto gli occhi di tutti.Nei viaggi non ho mai seguito le mode vacanziere del momento ma ho sempre voluto visitare paesi che per un motivo o l’altro mi affascinavano e ho sempre evitato vacanze statiche,preferito resta l'”on the road”,oggi qui e tra due giorni là,il non fermarsi più di tanto in modo da riuscire a raccogliere più immagini ed emozioni possibili,questo è stato il motivo trainante di tutti questi anni.Oggi sono molto contento e soddisfatto di questo percorso,nonostante i tanti posti visti ho ancora certamente qualche paese da visitare ma devo dire che quasi tutto il lavoro su me stesso è stato fatto e oggi trovarmi in mezzo alle persone,conoscerle,legare con loro nel poco tempo disponibile è diventato per me naturale e se mi volto indietro,agli inizi degli anni novanta,vedo una persona completamente diversa anzi devo dire con grande soddisfazione che non la vedo e non la riconosco ormai quasi più.