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Ascolti

Uscito i primi di ottobre del 2019 “Magmamemoria” è il quarto album della siciliana Claudia Ragona in arte Levante,una bella carriera iniziata nel 2014 con “Manuale distruzione”.E’ anche il primo inciso per una grossa major la “Warner” con il diritto-dovere dunque di crescere ulteriormente sia in scrittura che nei mezzi tecnici per arrivare così a opere sempre più convincenti.L’album in questione anticipato dai singoli “Andrà tutto bene” e “Lo stretto necessario” quest’ultimo in duetto con la conterranea Carmen Consoli secondo me però non aggiunge e non toglie nulla allo stile della cantante e agli altri dischi passati essendo il suo naturale proseguimento evidenziando come sempre le sue doti quali la bella voce e l’immensa rabbia interiore che sviluppa e fa uscire nelle sue canzoni ma rimanendo ancorato a un genere musicale certamente d’autore ma un po’ troppo strillato,poco acustico,con una serie di canzoni a base elettronica piuttosto simili e perfino difficili da memorizzare alla fine dell’ascolto del disco tranne forse i due singoli sopra citati e la finale “Arcano 13” dedicata al padre scomparso,un comune difetto di questa generazione di cantanti e di questo periodo storico.Attendo Levante in futuro per una prova che metta ancora più in evidenza la sua bravura in maniera più convincente che possa così elevarla dalla media dei suoi simili e ne ha sicuramente le capacità.Comunque da ascoltare. **

Rientro direi molto positivo nel 2019 sul mercato discografico per la cantante romana Paola Turci a due anni dall’ultimo “Il secondo cuore”.Il nuovo album “Viva da morire” pubblicato in marzo trova nel singolo “L’ultimo ostacolo” un gioiello e il punto di forza ma riuscendo comunque a mantenere una buonissima qualità anche negli altri pezzi tra gli altri spiccano “Non ho mai” ,”Molto di più”,”Piccola” oltre al secondo trascinante singolo che da il titolo all’album.Nel complesso una nuova ottima prova per questa cantante al suo quindicesimo disco e che nel corso della sua carriera,addirittura messa in pericolo dallo spaventoso incidente dell’agosto 1993 dove rischiò davvero tanto,si è sempre contraddistinta per la grandissima professionalità e sicuramente anche per il suo carattere e la sua forza di volontà della serie “crederci sempre e non arrendersi mai” e per tutto questo ha sempre prodotto ottimi album con canzoni da sempre sicuramente superiori alla media,ad avercene cantautrici così,disco certamente da ascoltare. ***

In questo mondo musicale fatto prevalentemente di canzoni parlate o in alternativa strillate ascoltare l’ultimo album di Elisa uscito a fine 2018 sembra di tornare ai vecchi tempi,almeno per me e la mia generazione,quando i cantautori cantavano in maniera normale avvalendosi per lo più di chitarra e pianoforte.La bravura di Elisa non è mai stata in discussione unica figura italiana a comporre e cantare in lingua inglese con grande naturalezza ottenendo grande successo anche in Europa e in USA dove negli anni ha effettuato molti tour sempre ben accolti.”Diari aperti” è il suo secondo disco interamente in italiano dopo “L’anima vola” del 2013 e comprende diversi pezzi orecchiabili soprattutto acustici come “Promettimi” e “Con te mi sento così” oltre ai singoli “Se piovesse il tuo nome” in collaborazione con Calcutta e “Anche fragile” interamente composto dalla stessa Elisa.Si poteva fare sicuramente meglio sul duetto con De Gregori “Quelli che restano” visti i talenti in gioco,ma comunque tutto l’album merita un ascolto essendo uno dei pochi in circolazione diciamo “meravigliosamente” tradizionale. ****

Uscito nel settembre 2018 “Egypt Station” è il nuovo ottimo disco di quello che definisco uno dei migliori compositori e musicisti del nostro tempo Paul McCartney uno dei pochi al mondo capace di chiudersi in sala di registrazione con le sue composizioni,suonare tutti gli strumenti,mettere tutto assieme e uscire con il disco finito.Esordito direttamente al #1 in USA e al #3 in UK questa nuova opera non aggiunge e non toglie nulla a tutto quello che questo straordinario artista ha prodotto dopo i Beatles dal 1970 in poi semmai ne consolida la fama a settantasei anni suonati e capace ancora di sorprendere.Inutile dire che i brani migliori sono le ballate che rimane il suo forte ma se l’è sempre cavata bene anche con il rock e questo disco come tutti gli altri accontenta tutti infilando una serie di piacevoli pezzi che scorrono via veloci nella sua migliore tradizione.Si ricordano “Happy with you” e “I don’t know” tra le ballate e “Come on to me” oltre “Fuh you” tra i brani più mossi,il disco resta comunque e senza dubbio da ascoltare ****

Edoardo D’Erme ventottenne di Latina in arte “Calcutta” nome che decide di lasciare per se anche dopo l’abbandono dell’altro compagno di avventure Marco Crypta esordisce nel 2012 come solista con l’album “Forse…” seguito nel 2015 da “Mainstream” dove finalmente ottiene visibilità e un disco d’oro e di platino anche grazie ai suoi singoli su cui spicca “Cosa mi manchi a fare”.Il nuovo “Evergreen” del 2018 consolida la sua notorietà riproponendo in maniera ancora migliore la sua formula composta da pezzi orecchiabili,morbidi,cantati con garbo,senza eccessi,sullo stile di una vecchia canzone italiana apparentemente superata dalle mode attuali che privilegiano rap e brani “Talent” ma mai dimenticata del tutto.Basta ascoltare “Pesto”,uno dei pezzi migliori direi un vero gioiellino per capire che la canzone urlata ed estrema non è nelle corde di questo cantautore un ottimo compositore di testi e musica anche per altri tra cui Nina Zilli e Francesca Michielin.Per questo l’ho ascoltato molto volentieri e lo consiglio anche a tutti voi. ***

Una raccolta pubblicata nell’ottobre 2017 nata per consacrare venti anni di carriera per un cantautore che partito in sordina si è rivelato uno dei migliori autori italiani attualmente in circolazione e che il sottoscritto dopo averlo in gran parte sottovalutato lo sta riscoprendo alla grande a partire da quel capolavoro a tre mani “Il padrone della festa” con Silvestri e Gazzé.Una bellissima storia iniziata con “Capelli” a Sanremo nel 1997 e proseguita con dischi sempre oltre la media e arrivata a un gioiellino prevalentemente acustico che è “Una somma di piccole cose” datato 2016.Un disco-raccolta sicuramente da ascoltare per riscoprire questo cantante con diversi pezzi reinterpretati per l’occasione e due ottimi inediti “Il primo della lista” e “Diventi inventi” che da il titolo alla raccolta. ****

Dua Lipa nasce a Londra da genitori albanesi di Pristina e muove i primi passi nel mondo dello spettacolo come modella ma ben presto grazie a YouTube si fa conoscere anche come cantante.La svolta nel 2015 a vent’anni con un contratto che la porta a pubblicare un primo singolo “New love” ma il successo arriva col secondo “Be the one”.Nel 2017 l’album “Dua Lipa” che comprende tutte le tracce uscite in precedenza riscuote in Inghilterra un grande successo arrivando al #5 della chart rimanendo in classifica a lungo,risulta essere un disco molto piacevole sorretto da una voce molto bella oltre a una presenza scenica che non passa inosservata quindi alla fine cosa chiedere di più?Consigliato davvero. ****

Una vera sorpresa questo “The search of everything” album del cantautore e polistrumentista statunitense John Mayer che arriva nel 2017 dopo sei produzioni in studio e un paio dal vivo tutte superpremiate dalle classifiche di vendita.Disco veramente bello che spazia dal pop al blues #2 in USA e #16 in UK dove Mayer rivela ottime doti di musicista spaziando dalla chitarra al pianoforte oltre a una bella voce che rende l’ascolto molto piacevole.Anticipato dall’ottimo singolo “Still feel like your man” nella list troviamo altri pezzi interessanti tra i quali “Rosie” e “Love on the weekend” e c’è lo spazio anche per un brano strumentale che dà il titolo all’album.Da ascoltare senza se e senza ma. ****

Il cantante e produttore canadese Abel Tesfaye nato da etiopi emigrati in Canada negli anni ottanta confeziona il suo terzo album nel novembre 2016 dopo l’esordio risalente al 2013 e il fortunato “Beauty behind the madness” del 2015 e riesce a comporre un’ottima raccolta di brani stile elettropop dove l’elettronica e la melodia nella maggioranza dei casi si sposano magnificamente.Un album godibile per l’ascolto dove sono presenti spesso campionature di altri brani di successo un esempio su tutti “Secrets” dove si riconosce nel ritornello un famoso brano dei Tears for Fears.Nonostante la lunghezza un po’ eccessiva il disco scorre via velocemente fino ad arrivare alla vera perla uscita come terzo singolo “I feel it coming” brano molto accattivante e che chiude nel complesso un buonissimo prodotto. ***

La mia ricerca indirizzata a ritrovare il sound dei cantautori degli anni settanta ha trovato in questo artista quello che desideravo.Dario Brunori  in arte “Brunori SAS” calabrese al suo quarto disco in uscita per fine gennaio 2017 sorprende per la poesia dei testi e per il suono spesso acustico molto settanta delle sue canzoni.Anticipato dal singolo “La verità” una vera e propria perla corredata da un video molto intenso nel corso del disco sviluppa una tematica tesa a interrogare le nostre certezze quello di cui abbiamo bisogno e che spesso ritroviamo all’interno di un nido familiare sicuro e impenetrabile.Davvero un ottimo disco che soddisferà tutti gli ascoltatori della mia generazione. ****

C’è voluto un po’ di tempo per decretare questo ottavo disco in studio del cantautore Daniele Silvestri uscito all’inizio del 2016 davvero un ottimo lavoro.Innanzitutto per il numero delle tracce 18 in tutto veramente tante ma soprattutto per la loro qualità perché trattasi di una selezione molto intima e profonda che necessita giustamente di un ascolto attento perché solo così si riesce ad assimilare le tante sfumature presenti nel disco.La serie dei singoli è iniziata con “Quali Alibi” traccia simpaticissima tutta giocata tutta sull’uso e la composizione delle parole come solo Silvestri riesce a fare ed è proseguita con la splendida “Acrobati” supportata da un video bellissimo con un testo profondo che riflette i temi cari al cantautore quali il diverso,il tema del lavoro,l’amore e la perdita dello stesso ma soprattutto il tentativo di rimanere alti e distaccati da una realtà triste e sconsolante non rappresentativa dei veri valori dell’uomo.Altri brani interessanti sono “Pochi Giorni” terzo singolo oltre a “Così Vicina” e “Alla Fine”.Un gran bel lavoro forse il migliore dell’artista romano sicuramente il più completo il più intenso e chiudo con la bellissima frase finale di “Acrobati”…Dall’alto c’è sempre qualcuno che guarda…guarda… ****

Basta un’occhiata alla copertina perché il ricordo prenda il sopravvento e il riferimento leonino al primo album del 1969 resti evidente.Uscito nell’Aprile 2016 questo è il quarto capitolo di una bellissima trilogia ferma a Santana III del 1971 compiuta con una serie di musicisti straordinari rimasti nel cuore di tanti durante il famoso concerto di Woodstock.Ricostituita la band originaria dell’epoca con Greg Rolie,Neal Schon e soprattutto il giovane e mitico batterista Mike Shrieve il grande Devadip Carlos Santana riesce a costruire un album di ottimo livello con brani rock blues e latini mescolati sapientemente secondo la tradizione dello storico gruppo.Non mancano gli strumentali con la bella “Filmore East” e la struggente “Suenos” e tra le cantate segnalo l’ottima “Blues Magic”.Disco impreziosito in due pezzi dalla bella voce di Ronald Isley degli Isley Brothers oltre che da una grande carica che avvolge tutti i brani che non fa rimpiangere affatto i vecchi fasti del passato. ***

Dopo l’affascinante e fortunato progetto discografico “Il Padrone della Festa” condiviso con Max Gazzè e Daniele Silvestri ecco il nuovo lavoro di Niccolò Fabi uscito a fine aprile 2016 ultimo capitolo di una bellissima carriera iniziata dal suo esordio con il singolo “Dica” seguito a breve dalla partecipazione a Sanremo 1997 con “Capelli” premiato dalla critica.”Una Somma di Piccole Cose” è un album intimo,essenziale,prevalentemente acustico e interamente suonato dall’artista sullo stile di “Nebraska” di Springsteen che in maniera ottimale si plasma sulla figura e sulla voce del cantautore da sempre raffinato nella sua musica e nei suoi testi sfiorando in alcuni casi la pura poesia.Un gran bel disco davvero che suona in maniera simile dall’inizio alla fine ma che contiene vere e proprie chicche tra le quali “Filosofia Agricola”,”Le Chiavi di Casa” ma soprattutto la potente “Una Mano sugli Occhi” un vero e proprio bilancio di una vita di coppia direi assoluto capolavoro del disco. ****

Un grande ritorno quello del cantautore americano nel 2015 soprattutto se si pensa che l’ultimo album di inediti chiamato “October Road” risale al 2002.Nulla di nuovo sotto il suo sole,rimane senza dubbio una grande professionalità nell’interpretare il suo genere e anche se chi lo conosce bene non si scompone più di tanto per le nuove composizioni c’è da dire che la soddisfazione per lui sessantasettenne di arrivare con il suo diciassettesimo disco al numero uno di Billboard e al numero quattro in UK non ha sicuramente prezzo.Da ascoltare più di una volta. ***

L’occasione di vederlo in televisione dal vivo il pretesto per ascoltare il nuovo lavoro di un artista che ho seguito fin dal suo esordio con quel singolo “Ci Stiamo Sbagliando” che fu una vera rivelazione nel lontano 1984.Uscito nell’autunno 2015 questo album riflette tutte le caratteristiche di un artista che tanto ha dato alla musica italiana basti solo pensare ai moltissimi testi scritti per gli Stadio.Sforzo musicale direi più che buono questo “Pop-Up” riproponendo in grande spolvero l’autore forse più umile e intimo tra tutti gli italiani e rende davvero omaggio a una carriera di tutto rispetto e in particolare ascoltando gli ottimi brani presenti con “Bologna è una Regola” ho riassaporato i suoni e le emozioni degli anni ottanta,sono arrivati i brividi e credo che solo questo splendido brano valga il disco ma da segnalare anche la simpatica “Happy”.Bravissimo Luca da parte mia una stima senza limiti. ****

Per il gruppo dei fratelli Butler “The Psychedelic Furs” dopo l’esordio nel 1980 con il disco omonimo è il quarto album “Mirror Moves” registrato nel 1984 quello più conosciuto #15UK ,#43US e forse anche il più bello.Da segnalare la hit mondiale “Heaven” ma la song più bella resta “The Ghost in You” dove si riflette su un amore perduto.Inside of you the time moves and she don’t fade… ****

Avendo seguito solo in parte ma devo dire con curiosità le carriere di Niccolò Fabi Daniele Silvestri e Max Gazzè sono rimasto sorpreso ed entusiasta di questo album a sei mani uscito nel 2014,musicale,brillante,ben suonato.Tanti i pezzi interessanti spiccano su tutti “L’amore non Esiste” e “Life is Sweet” ma soprattutto il brano per me più bello rimane quello che da il titolo al disco “Il Padrone della Festa”. ****

Nel movimento “Acid Jazz” rivelatosi a metà degli anni 90 con gruppi come Incognito,The James Taylor Quartet,Brand New Heavies e così via si inserisce una realtà tutta italiana i “Funky Company”.Questo album del 1996 è una vera e propria chicca con brani bellissimi come “Rescue Me”,”You Should Believe” e una voce femminile tale Jenny Bersola di ottimo valore.Compone quasi tutto il tastierista Ivano Borgazzi davvero un gran talento per un disco capolavoro. ****

Visti recentemente dal vivo sotto la guida dello storico chitarrista Al McKay in questo disco presente per l’ultima volta è sempre il momento per riascoltare questo doppio album del 1980 chiamato “Faces”.Disco doppio e veramente monumentale della storica band racchiude al suo interno un buon funky e un ottimo R&B con alcune perle come “Back on the Road”,”Song in my Heart” e “And the Love Goes On”.Ottimo mix e giusto compromesso tra vecchie sonorità e nuovi sound. ****

Consiglio vivamente e volentieri questo magico disco del 1978 composto e suonato dal genio di Steve Hackett ex componente della storica band dei Genesis.Rock,melodia,tante belle canzoni alternate a parti interamente stumentali e tanti ospiti illustri da Richie Havens per la calda “How Can I” a Randy Crawford che interpreta il brano più bello “Hoping Love Will Last”. ****

Un piacere riascoltare il capolavoro dei Travis “The Man Who” che risale al 1999 con un pezzo bello dietro l’altro,tanta melodia e…tanto dei Beatles.Mai più si esprimeranno a questi livelli si rasenta il capolavoro. ****

Esordio al fulmicotone per il gruppo inglese dei “Pasadenas” che nel 1988 raggiunge il numero 3 in classifica in Inghilterra con un album spumeggiante,ballabile e nel complesso azzeccato pieno di brani orecchiabili,spicca su tutte il singolo “Riding on a Train”. ****

Dall’Islanda arriva nel 2011 una rivelazione assoluta il gruppo dei “Of Monsters and Men” e immediatamente arriva al successo con la sua opera prima “My Head is an Animal” raggiungendo addirittura il numero 6 nella Billboard americana e il numero 3 nella classifica inglese,giovani e bravi davvero una ventata di freschezza per tutto il panorama musicale mondiale. ****